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Resoconto Raduno Barberino del 16/9/07 by DelfinoNero Stampa E-mail
Scritto da Stefano Bonacasa   
martedì 02 ottobre 2007
Un bellissimo report di DelfinoNero che vi consiglio di leggere.

Come al solito scrivo tanto, a volte troppo.. ma se avete voglia di leggermi qui c’è la “mia visione” di quel 16 settembre 2007.

Incominciamo da lontano: nel 1981 ho comperato il mio primo motorino, un bellissimo Franco Morini “Tubone”..dai scherzo, non parto da così lontano. Vado solo indietro di poco più di un mese, quando leggevo questo forum, ma, purtroppo, non cavalcavo altro che le mie fantasie scooteristiche in quanto appiedato. Io e Selene, vedendo quella scritta rossa: “Domenica 16 settembre incontriamoci TUTTI a FIRENZE..”, ci domandavamo se noi ce l’avremmo fatta a partecipare; in quel piccolo interrogativo vi era nascosta la speranza di una rapida risoluzione della spasmodica ricerca dello scooter . Poi l’evoluzione che tutti conoscete mi ha messo le “ali ai piedi” con il mio DelfinoNero. Certo il raduno e i relativi 600 km in un giorno con la Zavorrina (porca miseria devo trovare un nome nuovo che proprio non mi/le piace) erano davvero tanti anche sulla cartina, ma il fascino del raduno, la magia di Firenze, il viaggio con il DN erano un’attrattiva notevole. E poi a Firenze, insieme, non c’eravamo mai stati! La decisione era presa: ci saremmo stati!
Il giorno prima, sabato, l’ho passato a lavare il DN, poi la cera, lucidatura.. Tutto il pomeriggio. Mi immaginavo gli altri del raduno, qua e là per l’Italia, a fare gli stessi gesti, usare le stesse cure ed ammirare, sudando, lo stesso splendido risultato.
Alla sera ancora un’occhiata al meteo, la mappa e il forum con il post di “dileller” che dice : siamo tutti d'accordo che dopo il pranzo scendiamo in massa a Firenze a p.zza Michelangelo per un caffè schierando tutti in fila i nostri bellissimi SW, mi fa sperare di addormentarmi subito e far scivolare via la notte.
Ore 05.45, la sveglia, non abituata a quell’ora, suona stanca, quasi avesse paura di fare il suo dovere. Selene ancora arrotolata nelle lenzuola e nei suoi sogni, dopo avermi augurato buon lavoro e regalato un bacino di buongiorno, si gira dall’altra parte..Sele! Il raduno!Le dico… Mi guarda con gli occhi di Gatto Silvestro pieni di vene rosse e si avvia al bagno con la camminata di Charlot ed i capelli di Edward mani di forbice. Nonostante tutto alle 6.45 siamo con il DN e dopo un rapido controllo delle dotazioni da viaggio, partiamo. Ancora non sono abituato alla lontananza con la mia piccola, che sul CN viaggiava “a contatto” e si scaldava un pochino quando faceva freddo.
Ci accompagna il fascino del mare al mattino, lo ammiriamo percorrendo piano l’Aurelia che lo costeggia e ci godiamo quella vista che non annoia mai.
L’aria fresca entra dalle maniche a cercare un po’ di calore, solletica.
L’autostrada, come sempre, mi fa venire voglia di non fermarmi mai e i pensieri sono sempre gli stessi: che bello potersi permettere di viaggiare fino a non averne più voglia.
Mi riprendo all’ autogrill di Varazze, ci fermiamo nel luogo del primo appuntamento della giornata, quello con Massimo “Mdz68”. Siamo in anticipo, come spesso accade, dato che a me proprio non piace arrivare in ritardo. Entriamo, un tentacolo di profumo di brioches calde, ci ipnotizza come nei cartoni animati, arrivando sinuosamente alle narici. Finiamo la colazione ed alle ore 07.15.00 precisissime arriva Mdz68. Sarà svizzero, dico a Selene. Lui non ci nota e armeggia un po’ pensando di essere arrivato per primo, poi ci scorge e inizia il rito dei saluti, che ci accompagnerà tutta la giornata, creando quell’intreccio di conoscenze sempre bello ed interessante. Massimo, a pelle ci è già simpatico, dimostra subito di essere una brava persona, lo sottolinea anche il pupazzetto appeso al suo pupone, immagine, forse, di una dolcezza non comune. Si riparte e tocca a me fare da lepre. A dire il vero, non amo stare al centro dell’attenzione e per tutto il viaggio continuo a pensare: starò andando troppo piano e Massimo si annoia oppure troppo forte e si deve impegnare troppo e non ne ha voglia? Ora rallento per paura dell’autovelox o no? Insomma, pensieri che sicuramente si ridurranno con la confidenza, ma per ora…sono sempre a guardare nello specchietto.
Comunque proseguiamo sui 120/130 e arriviamo all’autogrill di Nervi dove Gonzaga è già lì che ci aspetta. Di nuovo il rito dei saluti e delle presentazioni. Un’altra persona simpatica, anche se, chissà perché, la immaginavo più robusta. Mah! Ripartiamo e finalmente non sono più al comando, ora c’è Max “Mdz68”. Meno male che va alla stessa velocità che avevo io…ma lo farà perché mi ha visto andare così, ma realmente andrebbe più forte…o più piano? Non è vero, scherzo! Non l’ho pensato… non sono ancora paranoico!
Si prosegue tranquillamente ed ancora una volta posso constatare che il DN è proprio uno scooter eccezionale. La mia piccola, mi dice che va benissimo, lei è sempre così stupenda, ma io so che lì dietro starebbe meglio se avesse un poggiaschiena,. Appena potrò lo comprerò insieme ad un bauletto. L’autostrada dopo Genova è bella e le curve si snodano veloci. Prima dell’uscita di Carrodano (SP) la temperatura precipita, incredibilmente e di brutto! C’è un freddo esagerato e all’orizzonte le nuvole incombono. Mi ricordo in quel momento, che non ho le… catene! Speriamo in bene. Selene lamenta freddo e finalmente, superando la montagnetta del mio poggiaschiena, mi abbraccia alla ricerca di un po’ di protezione. Dopo una quindicina di minuti il freddo ci abbandona, come se fosse complice di una candid camera, e noi le vittime filmate nelle nostre espressioni…ghiacciate.
L’appuntamento successivo è con Mimmo “VonFelix” e il 7° Cavaliere. Sono già lì e dopo il rito dei saluti perdiamo una decina di minuti in chiacchere, presentazioni e benzina. Il 7° è vestito come se intorno al suo pupone resistessero costantemente due metri cubi d’estate, e il sorridente VonFelix sembra il padre di quello che ho sempre visto nella fotina del suo avatar! Tutti estremamente simpatici!
Si riparte e il gruppo comincia ad essere consistente: gli automobilisti ci notano ed alcuno ci sorpassano guardandoci, uno anziano, alza il pollice sorridendo: magari avrà fatto qualche raduno con una Guzzi rossa, penso. Siamo già in viaggio da un paio d’ore e comincio a pensare a Selene che, dietro di me, potrebbe annoiarsi: effettivamente non ha nulla da fare. Anche guardarsi intorno a 120 e più, in autostrada, non è il massimo; spero, almeno, non prenda troppo vento! Purtroppo i caschi non sono ancora all’altezza di un buon interfono e per parlare devo girarmi e fare Tarzan.
Il tempo migliora un po’ e nel frattempo arriviamo all’uscita di Prato-est dove già ci aspettano, splendidamente schierati altri SW. Ci fermiamo e conosciamo Straulino, (che visto da lontano, con il suo foulard, credevo fosse un giornalista di Rai 3, magari amico di qualcuno, venuto per fare un servizio sul raduno), Mario Paoletti e Paola, la sua signora (che come dice Selene, potremmo essere noi tra qualche anno), Toscano e Fiesole, che da veri maghi, fanno apparire una bottiglia di Vin Santo e una mega confezione di cantuccini buonissimi, che insieme alle brioches (cremini) di Straulino compongono un momento di unione e un mini-raduno davvero bello. Dopo un’occhiata ai SW reciproci (e al bellissimo SW-BMW di Obiwan), rimango sorpreso dalla tecnologia applicata da MarioPaoletti al suo 600 e oggi ripensandoci, mi dispiaccio per non aver fatto, con lui, 3 chiacchere in più (speriamo alla prossima). Ripartiamo e adesso siamo un gruppone che da nell’occhio. Forte, eh? Dirigiamo per il punto di incontro finale e il mitico toscano, stile polizia stradale, ferma le auto agli incroci e nelle rotonde per non far disperdere il gruppo, come un fratello maggiore, anche se noi spesso non riusciamo a rimanere compattati e disperdiamo il suo ottimo lavoro. Arriviamo all’incontro con i romani davanti al ristorante “Le capannine” e sono già tutti schierati…FIGO! Ma quanti sono! Anche se a dire il vero avremmo dovuto essere qualcuno in più, quasi venti SW sono veramente belli da vedere. Il rito dei saluti ci accompagna per 15/20 minuti buoni. Possiamo associare finalmente i visi ai nomignoli che ci contraddistinguono e conoscere il grande capo StevenB disponibilissimo e fiero del suo SW Type R (scooter che, secondo me, si trasformerà, in una notte di luna piena, in un Gold Wing) Skiatta e la sua Zav: la simpatica operatrice video Millypro, Ermyroma, l’allegro Dileller “pino marittimo” (scrive sempre verde), finalmente ecco la simpatica Cabris che dovrebbe aprire una scuola per Zavorrine (almeno per Selene) nella quale insegnare a mettere sul cavalletto il SW, e un ritrovato Pitbud, che conoscevo in un’epoca pre-pre honda.
Abbiamo tutti voglia di parlare, di ascoltare, chiedere info, trucchi e spiegare i nostri. Ammiriamo vicendevolmente le opere di arte, ingegno e talento di altri, che come noi che condividono la passione per l’amicizia, il sorriso e… ovviamente, la moto. Personalmente osservo bene i bauletti e le piastre, argomento che dovrò mettere in pratica l’anno prossimo per le ferie. Dopo aver idealmente riempito il piazzale con cataste di spiegazioni, progetti, gesti, ipotesi e soluzioni, mucchi di domande e commenti, spostiamo il brusio nel ristorante e ci sediamo in una saletta accogliente e rustica. Straulino con la sua voce “importante” e il suo vocabolario forbito ci intrattiene spesso e tra una portata e l’altra, argomentando qualsiasi cosa, partendo da moto e motori e puntando senza paura verso qualsiasi argomento venga proposto: botanica, astronomia e astrofisica, Topolino e Pippo, biologia, medicina, elettronica, fotografia, fisica nucleare, zoologia, punto croce ed erba, ricette mediche e di cucina. Eh Eh! Ovviamente questa battuta scherzosa, per sottolineare che Straulino è un po’ preparato su tutto, ed è molto pittoresco nell’esporre questo tutto.
Ad un certo punto, nella portata dei secondi, appare la bistecca alla fiorentina più alta che abbia mai visto, veramente 4 dita! Bella da vedere e buona da mangiare.
Sono rimasto piacevolmente colpito da StevenB che con fare cordiale e pacato ha sempre risposto alle nostre domande (spesso ripetitive e a volte elementari per lui) con la stessa passione ed enfasi che dimostrava nelle risposte impegnative e tecniche poste da quelli più esperti. Veramente un papà (giovane) di tutti noi. In questi giorni ho avuto modo di pensare a quei momenti, e sicuramente si sarebbe meritato un hip-hip-urrà, pieno di tintinnio di bicchieri e di riconoscenza per averci fatto conoscere ed uniti con il forum e ancora di più, in quel giorno. Peccato, davvero che non ci sia stato.
Dopo aver pagato (sob ligure), siamo ritornati nel piazzale e dopo qualche foto (specialmente al SW typeR) e altre chiaccherate tecniche, siamo partiti alla volta di Firenze. Ero veramente emozionato nel ritornare nella città che mi ha ospitato per 2 anni e nella quale non tornavo da oltre 10, ripercorrere viali e strade rimaste fino a quel momento nei ricordi più lontani, piegati come cartine stradali superate. Poter sovrapporre a quei ricordi, quelli di questa giornata con Selene ed il gruppo, sarebbe stato veramente bello.
Purtroppo a Firenze non ci siamo mai arrivati, perché ad un certo punto , per volontà di non so chi e senza che nessuno ci dicesse nulla, abbiamo girato (in maniera disordinata e come pecore in mezzo alla strada) e abbiamo iniziato a salire (tra 100 autovelox e le riprese della professionalissima millypro) sino al passo della Raticosa "968 s.l.m.", dove sono arrivato incaxxato come un toro perché non sapevo nemmeno dove fossimo e anche perché ero davvero senza benzina (l’avrei fatta a Firenze, avevo pensato fuori dal ristorante) e dovevo andare piano come se avessi un SH 50. Fino alla fine, anzi al valico, credevo che da lì, saremmo poi scesi a Firenze, invece arrivati alla vetta il gruppo ha iniziato a disgregarsi, dato che eravamo a 46 km da Bologna, e chi si è trovato così vicino a casa, ci ha giustamente salutato. Siamo scesi ritornando indietro e meno male un distributore ha rinfrescato la gola secca del mio DelfinoNero e (un po’) il mio umore. Siamo arrivati sino al casello di Barberino dove ci siamo salutati promettendoci e sperando di rivederci presto, ci siamo blindati nelle nostre giacche e siamo ripartiti in gruppi, ognuno verso la propria casetta, ancora lontana, troppo.
Dopo aver “perso” Vonfelix, 3 minuti di pioggia tropicale ci hanno bagnato anche le idee, ma per il resto è andato tutto bene, abbiamo proseguito e in 7° Cavaliere, gonzaga e mdz68 ho trovato delle belle persone ed anche dei compagni di viaggio perfetti. Con Max mdz68 abbiamo fatto una pausa all’autogrill di Varazze e mi sono dispiaciuto un po’ per i suoi 100 Km ancora da fare. Davvero tanti per lui, ancora sorridente e allegro nonostante la stanchezza. Un caro saluto e via.
Tutto bene sino all’arrivo. Alla fine i km percorsi sono stati 645, senza un fastidio nè un pensiero da attribuire al DN. L’unica cosa che mi permetto di dire prima di cercare la parola fine di questo lunghissimo racconto è che un raduno del genere deve avere probabilmente e secondo me, un programma più definito e rispettato ed in caso di cambiamenti ne devono essere messi tutti al corrente, possibilmente da un Capo solo, che tutti devono seguire, anche fisicamente, cioè a mio avviso, il capo negli spostamenti dovrebbe avere l’onore e l’onere di stare davanti e tutti gli altri dietro in coda, visto che il tutto esiste grazie a lui . Quando personalmente, si decide se vale la pena fare un sacrificio o meno, si mettono sul piatto della bilancia i pro e i contro, ovviamente. Io sono molto sensibile, troppo sicuramente, e mi accollo (senza che nessuno me lo ordini o me lo chieda) anche il sacrificio di chi è con me. Non avere di quel giorno nemmeno una vera fotografia “da raduno” come quella che speravo nel piazzale Michelangelo, da poter appendere e raccontare, mi dispiace e molto. Certo che se, tutti insieme, a tavola magari, avessimo scelto una variazione al tragitto, io avrei certamente potuto esporre il mio pensiero come tutti, ma altrettanto sicuramente avrei potuto scegliere se seguire la maggioranza oppure decidere autonomamente di andare, per esempio, su Ponte Vecchio e stare lì, ad ammirare la poesia di quel posto con la mia bella. Comunque la giornata è stata piacevole ugualmente, tutti i partecipanti, simpatici e di compagnia (anche se con qualcuno non ho scambiato molte parole) e spero che nella stagione bella si possa organizzare un raduno ancora migliore. Un caro saluto e un Hip Hip urrà a StevenB!

Il contributo fotografico di VonFelix QUI e di Straulino QUI

 

Ultimo aggiornamento ( martedì 02 ottobre 2007 )
 
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